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13/11/2017 - L'EQUO COMPENSO È UN DIRITTO PER TUTTI

CUP e RPT invitano il Legislatore a ponderare le scelte delle prossime ore sugli emendamenti al decreto fiscale.
“Il diritto all’equo compenso va riconosciuto a tutti i due milioni e trecentomila professionisti ordinistici e non solo ad una categoria professionale.” Gli Organismi di rappresentanza che raggruppano gli Ordini Professionali italiani, il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche, commentano così lo stallo esistente in Commissione Bilancio del Senato alle prese con l’analisi di emendamenti e subemendamenti al decreto fiscale. Marina Calderone, Presidente del CUP, e Armando Zambrano, Coordinatore RPT, invitano il Legislatore a ben ponderare le scelte delle prossime ore. “Non si possono creare livelli diversi di tutele tra lavoratori autonomi che hanno le medesime esigenze e gli stessi diritti. Anzi, l’equo compenso andrebbe esteso anche alle professioni non ordinistiche. In ballo c’è il destino di centinaia di migliaia di giovani professionisti che non possono accettare di vedere assegnate tutele a pochi privilegiati. I professionisti devono essere tutti tutelati soprattutto da una Pubblica Amministrazione che addirittura, in qualche caso, ritiene possibile pretendere prestazioni professionali ad un euro, istituendo l’economia dell’immaginario. E più il soggetto è debole e più va tutelato. Per questo poniamo grande attenzione sulle prossime scelte della Commissione Bilancio del Senato, che determineranno lo spartiacque tra chi ha a cuore la sorte di oltre due milioni di lavoratori autonomi e chi invece no”. Sul tema, peraltro, è in fase di avanzata organizzazione una grande Manifestazione, che vedrà il prossimo 30 novembre raggiungere Roma i gruppi dirigenti territoriali di tutti gli Ordini Professionali italiani che assieme ai Consigli Nazionali e alle altre componenti del sistema ordinistico, ma anche di molte organizzazioni ed associazioni non ordinistiche -, chiederanno rispetto per il ruolo sociale delle professioni, fondamentale per garantire prestazioni di qualità a tutela principalmente dei loro committenti, pubblici e privati.- Leggi il comunicato stampa


16/10/2017 - Professioni compatte per l'equo compenso

Il 30.11 a Roma Cup e Rpt manifestano in favore della dignità dei professionisti italiani.
“L’equo compenso per i professionisti non ha nulla a che vedere con la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie e pertanto non c’è alcun motivo per fermare l’iter legislativo avviato in Parlamento per colmare il vuoto creatosi a partire con le liberalizzazioni del 2006”. Il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche fanno quadrato intorno alle presunte criticità evidenziate dal Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri. La nota del Dipartimento ritiene che il disegno di legge sull’equo compenso, su cui si sta concretizzando un’ampia convergenza politica, punti ad una surrettizia reintroduzione di tariffe minime obbligatorie, con conseguente necessità di previa notifica alla Commissione della proposta. In realtà, Cup e Rpt precisano che il disegno di legge all’esame del Parlamento non prevede tariffe minime obbligatorie ma, molto più semplicemente, una presunzione giuridica (quindi superabile) per cui i compensi inferiori a quelli fissati dai parametri ministeriali sono appunto iniqui. I parametri ministeriali sono, infatti, fonti statali e non atti delle professioni regolamentate, per cui è escluso che possano essere qualificati come intese restrittive della concorrenza. Inoltre, dopo l'ultima sentenza del Consiglio di Stato che legittima di fatto gli enti pubblici a promuovere bandi senza compenso per il professionista e con la sola previsione del rimborso spese, il Comitato e la Rete annunciano la volontà di andare fino in fondo in quella che definiscono una “battaglia di civiltà giuridica”. Il 30 novembre 2017 i Consigli nazionali aderenti al Cup ed a Rpt, nonché le rappresentanze territoriali, si daranno appuntamento a Roma per una grande manifestazione a sostegno della dignità dei professionisti italiani. - Leggi il comunicato stampa


13/10/2017 - CAPPOCHIN (ARCHITETTI): "UNIONE E CONDIVISIONE TRA TUTTE LE PROFESSIONI"

Rafforzare la Rete delle Professioni Tecniche e collaborare con tutte le componenti professionali che governano la città per avere una visione futura del territorio. Queste le motivazioni maturate dal Consiglio nazionale dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che dopo quattro anni ha deciso di rientrare nel Comitato Unitario delle Professioni. In un'intervista alla web tv dei Consulenti del Lavoro, il Presidente nazionale dell'Ordine degli Architetti, Giuseppe Cappochin, ha precisato che i temi affrontati dalla sua Categoria non riguardano solo l'urbanistica delle città, ma anche il saper governare il territorio. Condizione, questa, che presuppone "una serie di sinergie" con le professioni dell'area tecnica, economico-giuridica e socio-sanitaria. "Quando parliamo di rigenerazione della città non intendiamo solo una sostenibilità dal punto di vista urbanistico, ma anche dal punto di vista economico e giuridico. Il tema, pertanto, va affrontato assieme a tutti. Per questo crediamo molto nell'unione di tutte le professioni", ha concluso.- Guarda l'intervista


12/10/2017 - Cup, gli architetti rientrano nel Comitato

“L’Ordine degli Architetti ha una tradizione antica e prestigiosa in seno al Comitato Unitario delle Professioni, essendo stato, fra le altre cose, artefice della più importante aggregazione dei CUP territoriali del Nord Italia. Le professioni italiane hanno bisogno di unità e il rientro degli architetti nel Comitato costituisce lo stimolo giusto per rafforzare ulteriormente il confronto con le professioni aderenti alla Rete delle Professioni Tecniche, esperienza tra l’altro non incompatibile con l’adesione al CUP". Così la Presidente CUP, Marina Calderone, commenta il rientro del Consiglio nazionale dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori nel Comitato Unitario delle Professioni, dal quale era uscito quasi quattro anni fa. “Sono maturate le condizioni - ha sottolineato Giuseppe Cappochin, Presidente degli architetti italiani - perché il nostro apporto in una sede così importante per tutte le libere professioni italiane sia, da un lato, valorizzato e, dall’altro, possa integrarsi al meglio con le competenze e le sensibilità che ciascuna professione è in grado di apportate in una stagione di rilancio del nostro Paese. Siamo convinti che possano realizzarsi in pieno sinergie, nuove occasioni di dialogo e azioni comuni in un momento in cui le professioni sono del tutto ingiustificatamente oggetto di interventi che sembrano volerne sminuirne la portata ed il valore. Costruire il futuro delle città contemporanee e coniugare sostenibilità e qualità urbana e sociale con i processi di crescita e di trasformazione rappresenta una priorità per gli architetti. Siamo consapevoli - ha continauto Cappochin - che ciò possa realizzarsi con il coinvolgimento e l’apporto di un numero sempre maggiore di attori istituzionali, sociali, economici e culturali e continuando a perseguire quella politica di alleanze con quanti - come noi - vogliono restituire ai cittadini italiani un habitat migliore”. - Leggi il comunicato stampa - Guarda l'intervista al Presidente Cappochin


11/10/2017 - Equo compenso, le due proposte al vaglio del Parlamento

Sono al vaglio del Parlamento le due proposte sull'equo compenso ai professionisti, presentate dai Presidenti delle Commissioni Lavoro del Senato e della Camera, Maurizio Sacconi e Cesare Damiano. I due disegni di legge "si integrano e non si sovrappongono", ha fatto notare su Affari & Finanza la Presidente del Cup, Marina Calderone, perché se il testo di Sacconi va verso l'individuazione delle regole nell'ambito delle professioni regolamentate, quello di Damiano guarda anche alle professioni non organizzate in ordini e collegi, ma in libere associazioni. Il tema del giusto compenso ai professionisti è stato già affrontato e discusso con i due Presidenti delle Commissioni al Festival del Lavoro di Torino, con l'obiettivo di far emergere convergenze che potessero portare all'approvazione della legge in tempi brevi. "Mettere insieme entrambi i mondi è l'ambizione del lavoro che si sta facendo", ha chiarito la Presidente Calderone, "partendo dal principio costituzionale che i lavoratori hanno pari dignità e hanno diritto a vedersi riconosciuta la giusta remunerazione alla loro prestazione professionale. Nello specifico delle proposte - ha continuato - credo di poter dire che il testo Sacconi è quello che tecnicamente risponde meglio alle esigenze di utilizzare uno strumento che c'è già, quello dei parametri che per legge non può usare il professionista, perché li usa e li può applicare solo il giudice quando si apre un contenzioso. Quello strumento è stato approvato con decreto ministeriale su indicazione di ogni Consiglio nazionale di categoria", ha concluso la Presidente.- Leggi l'articolo - Rivedi il dibattito al Festival del Lavoro 2017


06/10/2017 - Calderone: “L'equo compenso non può più aspettare”

“Quella per l’equo compenso ai professionisti è una battaglia di civiltà giuridica, in generale, e per i giovani, in particolare, affinché il loro lavoro non continui ad essere mortificato da quei committenti che sempre più spesso chiedono prestazioni consulenziali a titolo gratuito”. Così Marina Calderone, Presidente del Comitato Unitario delle Professioni, ha commentato l’ultima sentenza del Consiglio di Stato (n.4614/2017) che legittima gli enti pubblici – nel caso di specie il Comune di Catanzaro – a promuovere bandi senza compenso per il professionista e con la sola previsione del rimborso spese. Smentendo di fatto il Tar della Calabria che, in prima istanza, aveva dato ragione agli ordini ricorrenti. “È necessario”, ha affermato la Presidente, “che tutte le professioni uniscano le forze su questa battaglia di legalità e operino congiuntamente affinché la legge sull’equo compenso venga approvata presto ed entri a far parte dell’ordinamento giuridico italiano entro la fine della legislatura. Così da dotare un comparto economico come quello dei liberi professionisti, composto da 2,5 milioni di iscritti, di un punto di riferimento normativo di quantificazione della prestazione a fronte di un’assenza di regole. Continuare a restare in questa situazione vuol dire, infatti, scegliere di non dare un futuro ai nostri giovani”. - Leggi il comunicato stampa


05/10/2017 - Equo compenso al pari del salario minimo legale

L'equo compenso per le prestazioni professionali come «meccanismo equivalente al salario minimo legale» per restituire dignità al lavoro «a prescindere dalla tipologia contrattuale di riferimento». È quanto richiesto ieri dal Comitato Unitario delle Professioni nell'audizione presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sulla discussione congiunta delle risoluzioni relative a iniziative volte alla fissazione di retribuzioni e compensi minimi. Il Comitato ha inoltre proposto di fissare un criterio remunerativo per le prestazioni professionali per applicare in modo incisivo il principio contenuto nell’articolo 36 della Costituzione, secondo cui «il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa». Nel nostro Paese, dove l'unica prestazione lavorativa ad aver diritto ad un compenso minimo per legge è il lavoro accessorio, il salario minimo è affidato alla contrattazione collettiva. Con la conseguente disparità tra i diversi contratti nazionali esistenti per lo stesso settore e con tipologie di lavoro non sorrette da contrattazione. Per questo motivo è necessario, secondo il Cup, adeguare anche l'ordinamento italiano ad un sistema già adottato negli altri Paesi europei. Dei 28 Stati membri dell'Unione europea solo Italia, Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia non hanno ancora istituito il salario minimo. - Guarda l'audizione - Leggi il documento - Italia Oggi del 05.10.2017 - Leggi il comunicato stampa


11/07/2017 - Equo compenso e investimenti in tecnologie e capitale umano

Completare entro fine legislatura la discussione parlamentare sul disegno di legge sull'equo compenso ai professionisti ordinistici, presentato del Senatore Maurizio Sacconi, ed accelerare il percorso di innovazione e riforme di cui ha bisogno il Paese per accrescere la produttività. Questi gli auspici espressi ieri dal Comitato Unitario delle Professioni, rappresentato dalla Presidente Marina Calderone, nel corso delle audizioni di oggi pomeriggio al Senato sul disegno di legge n.2858 sulle "disposizioni in materia di equo compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate" e sull "impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale". Per il CUP sul tema dell'equo compenso i tempi sono maturi dato che la legge 81/2016 si pone l'intento di tutelare i lavoratori per colmare un ritardo non più tollerabile e che si è reso "costituzionalmente necessario". Obiettivo del Comitato quello di giungere all’approvazione dell’equo compenso e di favorire una serie di interventi mirati per garantire l'occupazione dei giovani professionisti e sosteneree i loro redditi professionali. - Leggi il comunicato stampa - Audizione 11 luglio 2017 Senato - Equo Compenso - Audizione 11 luglio 2017 Senato - Lavoro 4.0


04/07/2017 - Sisma Centro-Italia: professionisti in campo

Nell’impegno collettivo atto alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 24 agosto del 2016 anche il Comitato Unitario delle Professioni fa la sua parte. Il 4 luglio 2017 è stato siglato, a Roma, un protocollo d’intesa tra il Commissario straordinario per la ricostruzione dei territori dei Comuni colpiti dal terremoto, Vasco Errani, e il coordinatore dell’area tecnica del CUP, Roberto Orlandi, già Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati. Obiettivo dell’accordo l’istituzione di un "Elenco speciale" di tutti i professionisti abilitati che abbiano ricevuto l’incarico da soggetti privati a svolgere i lavori di ricostruzione o riparazione e ripristino degli immobili danneggiati dal sisma. La lista, gestita dal Commissario straordinario, fornirà le linee guida per l’iscrizione dei professionisti all’elenco e disciplinerà il contributo pubblico e aggiuntivo al fine di evitare una concentrazione di incarichi professionali ed assicurare massima trasparenza delle operazioni, in raccordo con le autorità preposte per lo svolgimento di attività di prevenzione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Emerge soddisfazione dalle parole della Presidente del CUP, Marina Calderone, che commenta «con la firma di quest’accordo sarà possibile migliorare il coordinamento tra il mondo professionale e le autorità preposte all’opera di ricostruzione». Al suo apprezzamento si aggiungono le dichiarazioni di Roberto Orlandi che sottolinea che «il Consiglio nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, riunito nel Comitato unitario delle Professioni, si impegna ad assicurare la massima collaborazione dei professionisti per la redazione in tempi brevi della verifica di agibilità degli edifici per concludere il censimento dei danni sulla base di specifici protocolli d’intesa da definire con il Dipartimento della Protezione Civile e le Regioni coinvolte». Il protocollo, oltre al censimento dei danni, permette di normare il numero massimo di incarichi professionali, ridefinire i compensi dei professionisti parametrandoli in misura percentuale all’importo dei lavori ed istituire un Osservatorio Nazionale della ricostruzione post-sisma, che vigili sull’attività dei professionisti. - Leggi il comunicato stampa


04/07/2017 - PIENO APPREZZAMENTO DEL CUP AL DDL SACCONI SU “EQUO COMPENSO”

L’iter di approvazione del Jobs Act autonomi ha permesso al Comitato Unitario delle Professioni di portare all’attenzione del Legislatore, già da diversi mesi, il problema dei professionisti gravemente colpiti dalla crisi economica e sempre più spesso alla mercé di soggetti contrattualmente più forti, in grado di imporre clausole vessatorie. "Il senatore Sacconi, proprio durante l’audizione del CUP al Senato, ha ben intuito il problema e si è fatto promotore di un disegno di legge ad hoc con lo scopo di impegnare il Governo a definire proposte a tutela del giusto compenso di tutti i lavoratori”. Così la Presidente CUP, Marina Calderone, a margine della conferenza stampa al Senato di presentazione del Ddl n. 2858 in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate. Il provvedimento, che inizia oggi il suo iter parlamentare in Commissione Lavoro del Senato, ha ottenuto l’appoggio del CUP. - Leggi il comunicato stampa


19/06/2017 - DAL SEN. SACCONI IL DDL SULL'EQUO COMPENSO PER I PROFESSIONISTI

Il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, ha presentato il disegno di legge denominato "Disposizioni in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate" con il quale si propone di individuare il dies a quo a partire dal quale decorre il termine di prescrizione dell’azione di responsabilità professionale in caso di esercizio non corretto della prestazione da parte del professionista. - Leggi il ddl


12/06/2017 - SACCONI: "IL GOVERNO SI IMPEGNA A TUTELARE L'EQUO COMPENSO DEI PROFESSIONISTI"

Il Governo, in sede d'esame al Senato sul disegno di legge recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (AS 2233-B), ha accolto l'ordine del giorno del Senatore Maurizio Sacconi impegnandosi a tutelare l’equo compenso delle libere professioni.


15/02/2017 - BUSTE PAGA E DICHIARAZIONI FISCALI FUORI DALLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO

Nel decreto di recepimento della direttiva comunitaria antiriciclaggio 2015/849 sarà reinserita l'esenzione dagli adempimenti in materia di dichiarazioni fiscali e di amministrazione del personale di cui alla legge 12/79. A comunicarlo la Presidente del Comitato Unitario delle Professioni,
Marina Calderone, al termine dell'incontro di questa mattina con il Vice Ministro dell'Economia Luigi Casero, che ha accolto le richieste del Comitato. "Abbiamo riscontrato un clima di fattiva collaborazione da parte del Vice Ministro e degli uffici ministeriali, - ha dichiarato la Presidente - ma anche di grande attenzione nei confronti dei suggerimenti proposti dai rappresentanti delle professioni presenti. Senza l’esenzione, già contemplata nel dlgs 231/07, infatti, i nuovi adempimenti recherebbero un grave danno all’operare quotidiano di circa 400 mila professionisti, con un aggravio di oneri sproporzionato e superfluo rispetto a quelli che sono i principi posti e le finalità perseguite dalla normativa antiriciclaggio.
All'incontro ha preso parte una delegazione del Cup guidata dalla Presidente Calderone e dal coordinatore dell’area economico-contabile del Comitato, presidente del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Massimo Miani, insieme ai rappresentanti del Consiglio nazionale Forense e del Consiglio nazionale del Notariato.
Recepite le richieste, ora si attende la convocazione per un confronto sulle questioni rimaste irrisolte. - Leggi il comunicato stampa


31/01/2017 - ORDINI E MEF VALUTANO LE MODIFICHE ALLA NORMATIVA FISCALE

Semplificare alcuni adempimenti fiscali risultanti troppo onerosi e complessi per aziende e professionisti. Con questo intento la Presidente del CUP e dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, ha avviato nei giorni scorsi una proficua interlocuzione istituzionale con il MEF, dicastero condotto dal Ministro Pier Carlo Padoan. - Leggi il comunicato stampa
- Leggi le proposte di semplificazione e modifica al d.l. n.193/2016


12/01/2017 - MARINA CALDERONE RICONFERMATA ALLA GUIDA DEL CUP

La Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, è stata rieletta con consenso unanime al vertice del Comitato Unitario degli Ordini e dei Collegi Professionali per il triennio 2017-2020. La votazione ha ufficialmente dato il via al nuovo direttivo composto da: Salvatore Lombardo – Consiglio Nazionale Notariato; Andrea Mascherin – Consiglio Nazionale Forense; Gianmario Gazzi – Consiglio Nazionale Assistenti Sociali; Barbara Mangiacavalli – Federazione Nazionale Collegi Infermieri Professionali Assistenti Sanitari Vigilatrici d’Infanzia; Gaetano Penocchio – Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani; Teresa Calandra – Federazione Nazionale Collegi Professionali Tecnici Sanitari Radiologia Medica e Coordinatore Area Socio Sanitaria; Massimo Miani – Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e Coordinatore Area Giuridico Economica e della Comunicazione; Lorenzo Gallo – Collegio Nazionale Agrotecnici ed Agrotecnici Laureati e Coordinatore Area Tecnico Scientifica. Nel nuovo Collegio sindacale, invece, Giampaolo Crenca – Consiglio Nazionale Attuari; Giovanni De Mari – Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali; Fulvio Giardina – Consiglio Nazionale Psicologi.
Tante le sfide di questo terzo mandato, che si svolgerà durante l'approvazione del primo intervento di sostegno alle professioni, il Jobs Act degli autonomi, che per la Presidente "guarda alle competenze e alle specificità degli Ordini professionali in chiave sussidiaria ed al lavoro autonomo come un comparto in espansione, capace di creare occupazione e di incrementare il Pil nazionale". "Per noi è importante guardare all'apporto che possiamo dare al Paese, - ha dichiarato la Presidente - il quale deve lasciarsi alle spalle la crisi e dare nuova linfa al lavoro intellettuale e a tutti quei giovani che vogliono costruirsi un futuro ponendo il loro impegno a favore del Paese". Leggi il comunicato stampa - Il comunicato stampa