ULTIME NEWS

16/10/2017 - Professioni compatte per l'equo compenso - Il 30.11 a Roma Cup e Rpt manifestano in favore della dignità dei professionisti italiani.
“L’equo compenso per i professionisti non ha nulla a che vedere con la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie e pertanto non c’è alcun motivo per fermare l’iter legislativo avviato in Parlamento per colmare il vuoto creatosi a partire con le liberalizzazioni del 2006”. Il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche fanno quadrato intorno alle presunte criticità evidenziate dal Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri. La nota del Dipartimento ritiene che il disegno di legge sull’equo compenso, su cui si sta concretizzando un’ampia convergenza politica, punti ad una surrettizia reintroduzione di tariffe minime obbligatorie, con conseguente necessità di previa notifica alla Commissione della proposta. In realtà, Cup e Rpt precisano che il disegno di legge all’esame del Parlamento non prevede tariffe minime obbligatorie ma, molto più semplicemente, una presunzione giuridica (quindi superabile) per cui i compensi inferiori a quelli fissati dai parametri ministeriali sono appunto iniqui. I parametri ministeriali sono, infatti, fonti statali e non atti delle professioni regolamentate, per cui è escluso che possano essere qualificati come intese restrittive della concorrenza. Inoltre, dopo l'ultima sentenza del Consiglio di Stato che legittima di fatto gli enti pubblici a promuovere bandi senza compenso per il professionista e con la sola previsione del rimborso spese, il Comitato e la Rete annunciano la volontà di andare fino in fondo in quella che definiscono una “battaglia di civiltà giuridica”. Il 30 novembre 2017 i Consigli nazionali aderenti al Cup ed a Rpt, nonché le rappresentanze territoriali, si daranno appuntamento a Roma per una grande manifestazione a sostegno della dignità dei professionisti italiani. - Leggi il comunicato stampa

13/10/2017 - Cappochin (Architetti): "unione e condivisione tra tutte le professioni" - Rafforzare la Rete delle Professioni Tecniche e collaborare con tutte le componenti professionali che governano la città per avere una visione futura del territorio. Queste le motivazioni maturate dal Consiglio nazionale dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che dopo quattro anni ha deciso di rientrare nel Comitato Unitario delle Professioni. In un'intervista alla web tv dei Consulenti del Lavoro, il Presidente nazionale dell'Ordine degli Architetti, Giuseppe Cappochin, ha precisato che i temi affrontati dalla sua Categoria non riguardano solo l'urbanistica delle città, ma anche il saper governare il territorio. Condizione, questa, che presuppone "una serie di sinergie" con le professioni dell'area tecnica, economico-giuridica e socio-sanitaria. "Quando parliamo di rigenerazione della città non intendiamo solo una sostenibilità dal punto di vista urbanistico, ma anche dal punto di vista economico e giuridico. Il tema, pertanto, va affrontato assieme a tutti. Per questo crediamo molto nell'unione di tutte le professioni", ha concluso.- Guarda l'intervista

CONTATTI

Il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali è un'Associazione costituita, fra le rappresentanze istituzionali di livello nazionale degli Ordini e Collegi professionali. Il CUP non ha fini di lucro e rappresenta a livello nazionale, in conformità alle norme istitutive degli enti associati e nel pieno rispetto dell'autonomia di ciascuno, le professioni liberali italiane.

CUP - COMITATO UNITARIO PROFESSIONI
presso
ORDINE NAZIONALE CONSULENTI DEL LAVORO
Tel+39 06 549361
FAX: +39 06 5408 282
E-mail: info@cuprofessioni.it

Ufficio Legislativo e di Monitoraggio Normativo del CUP

  • Scheda n.1/2017 - Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato
  • Scheda n.2/2017 - Osservazioni su linee guida Anac recanti indicazioni sull'attuazione dell'art. 14 del D.lgs. 33/2013
  • Scheda n.3/2017 - Osservazioni in merito alla (presunta) questione del fallimento del professionista, nonché in merito alla c.d. procedura di allerta